Ultima modifica: 9 Giugno 2017

La valutazione

PERCHÈ SI VALUTA?

  1. Perché l’alunno deve conoscere il suo livello di apprendimento, per auto valutarsi, cioè per accrescere la propria autostima ma anche per partecipare all’atto educativo e rendersi consapevole dei propri progressi.

  2. Perché la famiglia possa rendersi conto del percorso di apprendimento del proprio figlio.

  3. Perché l’insegnante possa valutare l’efficacia del proprio lavoro e individuare eventuali strategie necessarie al raggiungimento degli obiettivi. 



COME SI VALUTA?

Nella valutazione si possono distinguere varie fasi:

  • VALUTAZIONE INIZIALE O DIAGNOSTICA: permette di individuare i livelli di partenza e i requisiti di base per affrontare un compito di apprendimento.
  • VALUTAZIONE INTERMEDIA O FORMATIVA: considera i livelli di partenza, i progressi registrati, le difficoltà incontrate per una costante verifica dei percorsi formativi. 
  • VALUTAZIONE CONCLUSIVA O SOMMATIVA: misura il livello di conoscenze e competenze raggiunte nelle varie discipline alla fine di un percorso di apprendimento, tenendo conto dei livelli di partenza individuali, dei progressi compiuti in relazione agli obiettivi generali o minimi stabiliti dagli insegnanti, ma anche del percorso compiuto nella scuola di base. 

QUANDO SI VALUTA? E CON QUALI STRUMENTI?

Vengono somministrate prove di verifica al termine di ogni unità didattica e al termine dei quadrimestri. Vengono utilizzate prove orali, scritte, grafiche, pratiche e test. Un ulteriore strumento è l’osservazione sistematica per rilevare il livello affettivo e relazionale degli alunni. I criteri di valutazione vengono illustrati agli alunni per renderli più consapevoli dei loro progressi.

La valutazione periodica e annuale terrà conto, oltre che dei risultati delle singole prove oggettive, interrogazioni, esercitazioni, libere elaborazioni, anche dell’aspetto formativo nella scuola di base, ossia dei percorsi di apprendimento e dei progressi ottenuti da ciascun alunno/a rispetto alla situazione iniziale e della maturazione globale, senza fermarsi esclusivamente all’esito delle singole verifiche.

Nel promuovere il processo formativo della persona, assume particolare rilievo la valutazione degli alunni/e diversamente abili e la valutazione degli alunni non italiani.

Gli insegnanti della scuola primaria utilizzano la scala in decimi da 10 a 4, sia per la valutazione quadrimestrale e finale delle singole discipline sulla scheda di valutazione, sia per le prove oggettive quadrimestrali scelte collegialmente tra classi parallele. La stessa scala viene utilizzata anche per le verifiche in itinere somministrate dall’équipe o dal singolo insegnante al termine di un percorso di apprendimento.

La valutazione periodica e annuale degli apprendimenti degli alunni nella scuola primaria viene effettuata mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi, riportati in lettere nel documento di valutazione, e illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno, ai sensi dell’articolo3, primo comma, del decreto legge 1 settembre 2008, n.137, convertito con modificazioni della legge 30 ottobre 2008, n.169”.

Per quanto riguarda i lavori che fanno parte della pratica quotidiana, (ad esempio la correzione dei quaderni, esercitazioni e produzioni quotidiane in classe o a casa), ogni insegnante o équipe ne decide le modalità attraverso giudizi descrittivi (es: è un buon lavoro…) e l’eventuale assegnazione di un voto numerico.

 

Gli insegnanti della scuola secondaria di primo grado utilizzano anch’essi una scala in decimi da 10 a 3 sia per la valutazione in itinere che per quella quadrimestrale e finale delle singole discipline

La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata nella scuola secondaria di prima grado, dal consiglio di classe, presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza.

I voti numeri attribuiti, ai sensi dell’articolo 2-3 del decreto- legge, nella valutazione periodica finale, sono riportati anche in lettere nei documenti di valutazione degli alunni, adottati dalle istituzioni scolastiche ai sensi degli articoli 4, comma 4, 14, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.275.”

(D.P.R. n.122 22 giugno 2009 commi 1 e 2 art. 2)

La valutazione della religione cattolica

Articolo 4 – Valutazione degli alunni nella scuola secondaria di secondo grado

La valutazione dell’insegnamento della religione cattolica resta disciplinata dall’articolo 309 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, ed è comunque espressa senza attribuzione di voto numerico, fatte salve eventuali modifiche all’intesa di cui al punto 5 del Protocollo addizionale alla legge 25 marzo 1985, n. 121.

Articolo 4 comma 3 D.P.R. 122/2009

 

 Valutazione inerente il giudizio di ammissione all’esame di stato

Il voto di ammissione è espresso dal Consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico compiuto dall’alunno nella scuola secondaria di I° grado.

L’ammissione all’esame di Stato, ai sensi dell’articolo 11, comma 4-bis, del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n.59, e successive modificazioni, è disposta, previo accertamento della prescritta frequenza ai fini della validità dell’anno scolastico, nei confronti dell’alunno che ha conseguito una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi. Il giudizio di idoneità di cui all’articolo 11, comma 4-bis, del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n.59, e successive modificazioni, è espresso dal consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico dell’allievo nella scuola secondaria di primo grado.”

D.P.R. n. 122/2009, articolo 3, comma 


 I CRITERI DI VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI

I criteri di valutazione degli alunni sono individuati, definiti e condivisi da parte del Collegio dei Docenti in un’ottica di trasparenza, omogeneità, coerenza ed equità al fine di favorire il processo di apprendimento nella continuità dei passaggi tra ordini di scuole.

L’attività valutativa è di fondamentale importanza perché la valutazione assume una funzione regolativa per il lavoro degli insegnanti e una funzione formativa per gli alunni che attraverso di essa prendono coscienza sia dei loro punti deboli, sia dei loro progressi. La VALUTAZIONE è considerata come VALORIZZAZIONE giacché non si limita a censire lacune ed errori, ma evidenzia le risorse, le potenzialità, i progressi, aiuta l’alunno/a motivarsi, a costruire un’immagine positiva e realistica di sé.

Nell’attività valutativa non si devono considerare solo le conoscenze e le competenze acquisite, ma anche il comportamento, l’interesse, la partecipazione, il metodo di lavoro, le relazioni sociali. I docenti concordano sull’opportunità di far capire all’alunno che un giudizio negativo è sempre da intendere come riferimento a un particolare obiettivo che non è stato raggiunto o a una competenza non acquisita e non investe la sua personalità.

La valutazione è parte integrante della progettazione, non solo come controllo degli apprendimenti, ma come verifica dell’intervento didattico al fine di operare con flessibilità sul progetto educativo. I docenti pertanto hanno nella valutazione lo strumento privilegiato che permette loro la continua e flessibile regolazione della progettazione educativo /didattica.